Ottobre Rosa: perché la prevenzione del tumore al seno non può aspettare

Ogni ottobre il rosa illumina piazze, monumenti e vetrine. È il segno di Ottobre Rosa, il mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno. Dietro il nastro rosa, però, c’è un messaggio molto concreto: una diagnosi precoce cambia il percorso di cura e, spesso, il suo esito.

Eppure la prevenzione è una di quelle cose che si rimandano più facilmente. Il lavoro, i figli, i genitori da seguire, le liste d’attesa che sembrano non finire mai. “Lo faccio il mese prossimo”, ci diciamo. Poi il mese prossimo diventa l’anno prossimo.

Questo articolo nasce per aiutarti a non rimandare più: quali controlli esistono, a che età farli, cosa offre il Servizio Sanitario Nazionale e come una mutua sanitaria può accompagnarti lungo il percorso.

Tumore al seno: i numeri in Italia

Il tumore della mammella è la neoplasia più frequente tra le donne italiane. Secondo il rapporto “I numeri del cancro in Italia 2024” di AIOM, nel 2024 sono state stimate circa 53.700 nuove diagnosi. Oggi in Italia vivono oltre 834.000 donne che hanno ricevuto una diagnosi di tumore al seno.

Accanto a questi numeri c’è però un dato che dà fiducia: la sopravvivenza netta a cinque anni dalla diagnosi è intorno all’88%. È uno dei risultati migliori di tutta l’oncologia e dipende in gran parte da due fattori: terapie sempre più efficaci e diagnosi sempre più tempestive.

Sulle terapie decidono la ricerca e i medici. Sulla tempestività, invece, ognuna di noi può fare la differenza.

Perché la diagnosi precoce conta così tanto

Un tumore individuato quando è ancora piccolo e non ha coinvolto i linfonodi può spesso essere trattato con interventi meno invasivi e terapie meno pesanti. Questo significa maggiori possibilità di guarigione, ma anche una migliore qualità della vita durante e dopo le cure.

I dati sui programmi di screening organizzato lo confermano: tra le donne che fanno regolarmente la mammografia, la mortalità per tumore al seno si riduce in modo importante, di circa il 40% secondo le stime riportate dall’Istituto Superiore di Sanità.

La prevenzione, però, funziona solo se si fa. E in Italia c’è ancora strada da percorrere. Secondo “I numeri del cancro in Italia 2025”, la copertura dello screening mammografico è passata dal 30% del 2020 al 50% del 2024. Un passo avanti importante, che però lascia ancora fuori circa la metà delle donne a cui lo screening è rivolto.

Prevenzione primaria: cosa puoi fare ogni giorno

Alcuni fattori di rischio non si possono modificare. Il rischio aumenta con l’età, e contano la storia familiare e l’eventuale predisposizione genetica, come le mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2, responsabili di circa la metà delle forme ereditarie.

Altri fattori, invece, dipendono anche dalle nostre abitudini:

  • fare attività fisica con regolarità, anche solo camminare a passo svelto ogni giorno;
  • mantenere un peso corporeo nella norma, soprattutto dopo la menopausa;
  • limitare il consumo di alcol;
  • non fumare;
  • seguire un’alimentazione ricca di verdura, frutta, legumi e cereali integrali;
  • quando è possibile, allattare al seno, che riduce il rischio.

Nessuna di queste abitudini azzera il rischio. Insieme, però, contribuiscono a ridurlo e fanno bene alla salute in generale.

Prevenzione secondaria: i controlli da conoscere

La prevenzione secondaria serve a individuare un eventuale tumore il prima possibile. Ecco gli strumenti principali.

Autopalpazione. Si consiglia di iniziare dai 20 anni, una volta al mese, qualche giorno dopo la fine del ciclo. Non sostituisce gli esami, ma aiuta a conoscere il proprio seno e ad accorgersi dei cambiamenti. Segnali da riferire al medico: noduli, variazioni di forma o dimensione, retrazione del capezzolo, secrezioni, pelle arrossata o “a buccia d’arancia”.

Visita senologica. È la visita dello specialista del seno. Permette di valutare la situazione nel suo insieme, tenendo conto di età, storia familiare ed eventuali sintomi, e di indicare gli esami più adatti.

Ecografia mammaria. Non usa radiazioni ed è particolarmente utile nelle donne più giovani, che hanno spesso un seno più denso. Nelle donne più adulte viene spesso usata come esame complementare alla mammografia.

Mammografia. È l’esame di riferimento per la diagnosi precoce dopo i 45-50 anni, perché riesce a individuare lesioni molto piccole, anche prima che siano percepibili al tatto.

Come orientarsi in base all’età, in linea generale:

Età Controlli indicati in generale
Dai 20 anni Autopalpazione mensile e visita senologica su indicazione del medico
Dai 30-40 anni Visita senologica ed ecografia periodiche, soprattutto in caso di familiarità
Dai 45 ai 74 anni Mammografia periodica, secondo il programma di screening della propria Regione, con ecografia su indicazione
Familiarità o predisposizione genetica Percorso personalizzato, che può iniziare prima, definito con lo specialista

Sono indicazioni orientative: il calendario giusto per te lo stabilisce il medico, sulla base della tua storia.

Cosa offre il Servizio Sanitario Nazionale

Il Ministero della Salute raccomanda lo screening mammografico organizzato: le donne tra i 50 e i 69 anni vengono invitate gratuitamente a fare una mammografia ogni due anni. Diverse Regioni hanno esteso l’invito alla fascia tra i 45 e i 74 anni, in linea con la nuova raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea.

Se rientri nella fascia d’età e ricevi la lettera di invito, non lasciarla nel cassetto. È un’opportunità preziosa e gratuita.

Ci sono però situazioni che lo screening non copre. Le donne più giovani, che non rientrano nelle fasce d’età previste. Chi ha una familiarità e ha bisogno di controlli più frequenti. Chi nota un cambiamento e vuole una visita o un’ecografia in tempi rapidi, senza aspettare mesi. In questi casi, i tempi d’attesa per le prestazioni fuori screening possono diventare un ostacolo concreto alla prevenzione.

Come può aiutarti Mutua Ulisse

Mutua Ulisse non sostituisce il Servizio Sanitario Nazionale: lo affianca. È una società di mutuo soccorso senza scopo di lucro, e questo fa la differenza. I contributi dei soci non servono a generare profitto, ma a sostenere la salute dei soci stessi, secondo un principio di solidarietà.

Nel percorso di prevenzione del tumore al seno, a seconda del piano sanitario scelto, essere socia può aiutarti a:

  • accedere a visite specialistiche ed esami diagnostici, come visita senologica, ecografia mammaria e mammografia;
  • rivolgerti alle strutture convenzionate in assistenza diretta, senza dover anticipare l’intero costo della prestazione;
  • ottenere il rimborso delle spese sostenute in strutture non convenzionate, nei limiti previsti dal tuo piano;
  • contare sulla Centrale Operativa per orientarti nella scelta della struttura e nella prenotazione.

C’è poi un aspetto di cui si parla ancora poco. AIOM segnala che l’impatto economico di una malattia oncologica continua a pesare su molte famiglie italiane. Avere al proprio fianco una mutua significa non affrontare da sole anche questa parte del percorso.

Le garanzie variano da piano a piano. Per sapere con precisione cosa è incluso nel tuo, consulta la guida del tuo piano sanitario o contatta la Centrale Operativa.

Ottobre Rosa è un promemoria, non una data

Il rosa di ottobre passa, la prevenzione no. Per questo ti proponiamo un piccolo impegno da prendere oggi, non il mese prossimo:

  1. controlla quando hai fatto l’ultima visita senologica, ecografia o mammografia;
  2. se è passato più tempo del previsto, prenota il prossimo controllo;
  3. verifica se rientri nella fascia d’età dello screening della tua Regione;
  4. parlane con le donne a cui vuoi bene: madri, sorelle, amiche, colleghe.

Prenderti cura di te è il primo passo per continuare a prenderti cura di chi ami.

Vuoi affrontare la prevenzione con una realtà che mette al centro le persone, non il profitto? Scopri i piani sanitari di Mutua Ulisse e diventa socia.

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Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere divulgativo e non sostituiscono il parere del medico.

Fonti